Ruolo e contributo strategico delle professioni sanitarie. Esiti dell’evento ECM organizzato dall’Ordine TSRM PSTRP di Rieti

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Ruolo e contributo strategico delle professioni sanitarie. Esiti dell’evento ECM organizzato dall’Ordine TSRM PSTRP di Rieti

di Luca Larini, Segretario provinciale UNPISI Rieti, EDITeam*

A Rieti, lo scorso 12 novembre, presso il Park Hotel Villa Potenziani si è svolto l’evento formativo organizzato dall’Ordine TSRM e PSTRP della provincia di Rieti, in collaborazione con gli ordini laziali.

Una giornata all’insegna della visione unitaria delle 19 professioni sanitarie afferenti alla FNO, una federazione unica nel suo genere, anche a livello europeo, che raccoglie al suo interno professioni diverse tra loro ma unite da un comune obiettivo.

Ad aprire la giornata il Presidente dell’Ordine TSRM e PSTRP di Rieti Prof. Antonio Fasciolo, che ha evidenziato il lavoro svolto negli anni, e ringraziato l’aula gremita di professionisti, segno di presenza dell’Ordine sul territorio e dei moderatori, i docenti e i partecipanti tutti.

Le tematiche trattate sono state multidisciplinari, dalla riforma delle professioni sanitarie Legge n.3/2018 con cui gli ordini hanno acquisito lo stato giuridico di enti pubblici non economici e agiscono quali organi sussidiari dello Stato al fine di tutelare gli interessi pubblici, garantiti dall’ordinamento, connessi all’esercizio professionale, dotati di autonomia patrimoniale, finanziaria, regolamentare e disciplinare, sottoposti alla vigilanza del Ministero della Salute.

Il programma scientifico dell’evento, curato dai Dott. Carotti S., Dott. Bonetti V. e coll., è scaricabile al seguente LINK

La giornata, ricca di interventi autorevoli e contributi, è stata l’occasione per aggregare gli operatori sanitari del settore pubblico e privato operanti sul territorio laziale, una rete di professionisti diversi tra loro ma uniti da uno scopo comune per quanto complesso esso sia: la tutela della salute pubblica, del singolo e della comunità.

E’ stata altresì l’occasione per ribadire l’importanza e l’efficienza di una rete tra professionisti, che è determinata anche dalla identità professionale di ciascuna delle figure sanitarie, la quale non è definita solo dal profilo professionale, bensì anche dall’ordinamento didattico e, altresì, dal codice deontologico, che completa la regolamentazione giuridica di ogni professione. Tutto ciò, in conformità alla sequenza, complessivamente armonica e reciprocamente integrativa, delle norme contenute nelle leggi n. 42/1999, n. 251/2000, n. 24/2017 e n. 3/2018.

Tutte le figure sanitarie contemplate da quest’ultima sono da considerarsi “regolamentate e protette” in conformità all’art 33 della Costituzione, in quanto vi è un insieme coordinato di norme che disciplinano l’esercizio professionale, in primo luogo il profilo professionale e, con esso, le sopra citate leggi nazionali riguardanti i professionisti sanitari, unitamente agli articoli 2229 e seguenti del Codice civile, che si riferiscono ai professionisti in via generale.

Giova ricordare che tale regolamentazione risulta necessaria in base alla disamina comparata dei profili professionali, che individua “competenze riservate” di ciascuna figura sanitaria e competenze invece “trasversali” o “condivise”, cioè relative ad attività e prestazioni che possono essere compiute da più figure, in base alla preparazione culturale e scientifica e al patrimonio etico e deontologico che le accomuna. E sono proprio tali competenze che richiedono al professionista esercente la professione sanitaria il costante aggiornamento professionale ECM, con il quale ciascun sanitario è in grado di rispondere alle esigenze connesse alla qualità e alla sicurezza delle prestazioni erogate.

Recentemente la tematica ha assunto toni così rilevanti, da avere indotto il legislatore, nell’ambito delle implementazioni normative correlate all’attuazione del PNRR, a ricollegare al mancato assolvimento dell’obbligo formativo ingenti conseguenze anche in ordine all’operatività della stessa copertura assicurativa del sanitario.

Infatti, l’articolo 38 bis inserito nella Legge n. 233 del 2021 stabilisce: “Al fine di attuare le azioni previste dalla missione 6 del Piano nazionale di ripresa e resilienza, relative al potenziamento e allo sviluppo delle competenze tecniche, digitali e manageriali del personale del sistema sanitario, a decorrere dal triennio formativo 2023 – 2025 l’efficacia delle polizze assicurative di cui all’articolo 10 della legge 8 marzo 2017 n. 24 è condizionata all’assolvimento in misura non inferiore al 70 per cento dell’obbligo formativo individuale dell’ultimo triennio utile in materia di formazione continua in medicina”.

Pertanto, a supporto del potenziamento dei servizi e dello sviluppo delle competenze, l’Educazione Continua in Medicina (ECM) diviene lo strumento cardine di ciascun professionista, sia per mantenersi costantemente aggiornato, sia per garantirsi l’efficacia assicurativa.

 

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* EDITeam è un OpenLab di scrittura promosso da UNPISI ed aperto ai colleghi interessati a valorizzare le proprie abilità di scrittura e divulgazione tecnico-scientifica. Gli interessati possono inviare i contributi a info@unpisi.it

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Posted 17.11.2022

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