Rubrica di testimonianze, contributi ed opinioni degli operatori della prevenzione e dei cittadini/lavoratori su tutto ciò che riguarda la valutazione e la gestione dei rischi nei vari ambiti professionali.

Invia il tuo contributo alla redazione all’indirizzo newsletter@unpisi.it indicando la qualifica, l’affiliazione ed una fototessera.


Nuovo decreto di estensione Green pass

22 set – Gentile Presidente,

come noto l’attuale contesto di rischio per la collettività e la straordinaria necessità e urgenza di garantire la maggiore efficacia delle misure di contenimento del SARS-CoV-2, ha prodotto l’estensione dell’obbligo di Green Pass Covid-19 nei luoghi di lavoro pubblici e privati, con decorrenza dal prossimo 15 ottobre, fino al 31 dicembre.

Chiunque, per accedere al luogo di lavoro, è obbligato a possedere ed esibire il Green Pass. Sia ai lavoratori pubblici che a quelli privati verrà sospeso immediatamente lo stipendio nel caso di mancanza della certificazione. In ogni caso nessuno andrà incontro a sanzioni disciplinari e al licenziamento; Il decreto introduce l’obbligo per tutti i dipendenti pubblici e privati; anche a tutti quei soggetti che, “a qualsiasi titolo” svolgono la propria attività lavorativa in un’amministrazione pubblica.

La retribuzione non è dovuta dal primo giorno di assenza. Lo stop allo stipendio scatta dal quinto giorno per i lavoratori del pubblico e fin dal primo giorno per i lavoratori del settore privato che non abbiano il Green Pass. Per i datori di lavoro che non effettuano i controlli sono previste inoltre sanzioni da 400 a 1.000 euro, mentre i dipendenti presenti al lavoro senza il Green Pass rischiano una sanzione da 600 a 1.500 euro

Il decreto prevede l’obbligo per le farmacie di somministrare i test antigenici rapidi applicando i prezzi calmierati, definiti nel protocollo d’intesa siglato dal Commissario straordinario per l’emergenza epidemiologica Covid-19, d’intesa con il Ministro della salute. L’obbligo vale per le farmacie che hanno i requisiti prescritti. Le nuove norme prevedono inoltre la gratuità dei tamponi per coloro che sono stati esentati dalla vaccinazione. Per quanto riguarda i tamponi, è stata inoltre estesa la validità dell’esito dei molecolari a 72 ore mentre quella degli antigenici continuerà ad essere 48 ore.

Chi effettuerà i controlli? Sono i datori di lavoro a dover verificare il rispetto delle prescrizioni. I controlli saranno effettuati preferibilmente all’accesso ai luoghi di lavoro e, nel caso, anche a campione. I datori di lavoro inoltre individuano i soggetti incaricati dell’accertamento e della contestazione delle eventuali violazioni.  Per le aziende con meno di 15 dipendenti, è prevista una disciplina volta a consentire al datore di lavoro a sostituire temporaneamente il lavoratore privo di Certificato Verde.

Prossimo obiettivo, entro il 15 ottobre, il Governo stabilirà le modalità dei controlli sulla certificazione e indicherà i soggetti pubblici a cui spettano gli accertamenti.

Matteo Sordi, Tecnico della Prevenzione – HSE Obi Italia Srl

22 settembre 2021
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Tre morti al giorno. L’orrendo prezzo del lavoro

20 set – Gentile Presidente,

con la relazione depositata dal perito sull’orditoio che ha ucciso Luana D’Orazio lo scorso 3 maggio e con l’ennesima vittima sul lavoro sempre uccisa da una macchina tessile si torna a parlare un po’ più approfonditamente di sicurezza sul lavoro.

E lo si fa con una maggiore consapevolezza dei ruoli e dei numeri quantomeno imbarazzanti di organico. Credo che questo debba essere un segnale di fiducia, perché è innanzitutto una battaglia culturale quella di far conoscere noi e la nostra professione quale primo strumento preventivo ed ispettivo contro infortuni e malattie professionali.

Infonde un refolo di fiducia che ieri sul quotidiano la Repubblica sia stato pubblicato un bel editoriale di Brunella Giovara sulla questione. Merito alla giornalista che identifica noi come figura professionale e l’annessa problematica della cronica sottorganicità, prendendo ad esempio la provincia di Mantova, dove sono presenti solo 24 colleghi per 38mila imprese.

Essere identificati correttamente col nostro nome e cognome e come primi interlocutori nella prevenzione e vigilanza dei luoghi di lavoro è davvero un niente rispetto alle 677 morti sul lavoro (dato aggiornato a luglio), ma è comunque un piccolo tassello nella nostra battaglia culturale. Un piccolo passo per l’uomo, ma un grande passo per i Tecnici della prevenzione.

Così come ricordato da Di Giusto Maurizio, Presidente della Commissione nazionale d’Albo TPALL, nella recente intervista sulla carenza dei Tecnici della prevenzione nel comparto pubblico, che ha toccato aspetti legati alla prevenzione degli incidenti sul lavoro, dichiarando che “la responsabilità di ciò non può essere solo delle aziende e dei lavoratori. (…) All’indomani di ogni evento fatale che sollecita l’opinione pubblica, si sente parlare sempre di assunzioni presso gli ispettorati del lavoro (1000 ispettori). Va benissimo, ma bisogna aver ben chiaro che le funzioni di questi sono ben altre rispetto a quelle in capo alle aziende sanitarie, che hanno una competenza diretta in materia di salute e sicurezza. Più opportuno sarebbe prevedere quindi quelle medesime assunzioni di personale delle ASL dove i tecnici della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro ogni giorno sono impegnati nelle attività di prevenzione e controllo”

(qui il link dell’articolo per abbonati La Repubblica: https://www.repubblica.it/commenti/2021/09/19/news/brunella_giovara)

Alfredo Gabriele Di Placido, Tecnico della Prevenzione – APSS Trento

20 settembre 2021
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Il DL 122/2021 estende l’obbligo della vaccinazione ai consulenti aziendali

13 set Gentile Presidente,

con il Decreto Legge 10 settembre 2021 n. 122 vengono definite ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza da COVID-19 in ambito scolastico, della formazione superiore e socio sanitario-assistenziale, e viene estenso l’uso del green pass ai lavoratori, ai fornitori ed utenti che a vario titolo vi accedono.

Da un’attenta lettura del decreto, si evidenzia che, per poter esercitare la propria attività di controllo, indagine e consulenza, i Tecnici della prevenzione, dovranno essere in possesso della certificazione verde (limitatamente alle strutture citate nel DL n. 122 del 10 settembre 2021).

Citando il decreto, l’art. 1, comma 2 enuncia che:

“Fino al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, al fine di tutelare la salute pubblica, chiunque accede alle strutture delle istituzioni scolastiche, educative e formative di cui all’articolo 9-ter e al comma 1 del presente articolo, deve possedere ed è tenuto a esibire la certificazione verde COVID-19 di cui all’articolo 9, comma 2. La disposizione di cui al primo periodo non si applica ai bambini, agli alunni e agli studenti nonché ai frequentanti i sistemi regionali di formazione, ad eccezione di coloro che prendono parte ai percorsi formativi degli Istituti Tecnici Superiori (ITS).”

Per quanto riguarda le professioni sanitarie all’art. 2 comma 4, si evidenzia che:

“Agli esercenti le professioni sanitarie e agli operatori di interesse sanitario nonché ai lavoratori dipendenti delle strutture di cui all’articolo 1-bis si applicano le disposizioni di cui all’articolo 4, ad eccezione del comma 8, e la sospensione della prestazione lavorativa comporta che non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominato, e mantiene efficacia fino all’assolvimento dell’obbligo vaccinale o, in mancanza, fino al completamento del piano vaccinale nazionale e comunque non oltre il 31 dicembre 2021, fermo restando quanto previsto dall’articolo 4, comma 10.”

I lavoratori delle strutture sanitarie sono già soggetti ad obbligo vaccinale (DL 44/2021, convertito in legge 76/2021), e con il decreto legge 122 tale obbligo viene esteso “a tutti i soggetti anche esterni che svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa”.

Il mancato rispetto dell’obbligo vaccinale comporta la sospensione fino all’avvenuta vaccinazione, alla fine della campagna vaccinale o al 31 Dicembre 2021.

Matteo Sordi, Tecnico della Prevenzione – HSE Obi Italia Srl

13 settembre 2021
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Solo l’unione della categoria farà la differenza

09 set – Gentile Presidente,

con rammarico rilevo che dai messaggi presenti nei vari social emerge un sottile risentimento dei Tecnici della prevenzione contro i Tecnici della prevenzione, distinguendoli in “categorie di serie A, B, C…..”, questo servizio merita, quello meno  ecc…

Cose incresciose che rappresentano la categoria in una veste squallida e triste.

Ogni servizio ed ogni tecnico ha le sue mansioni e responsabilità professionale; ma la dignità non è data dal servizio di appartenenza ma dalla serietà e competenza personale.

Una giusta rappresentazione sociale, a mio avviso, si avrà quando a tutti i Tecnici verrà data la giusta formazione ma, SOPRATTUTTO quando ci staccheremo dalla dirigenza medica e veterinaria per formare un servizio a parte dove non ci sarà un medico a muovere le file ma tutto sarà organizzato dai Tecnici della Prevenzione per i Tecnici della Prevenzione, e mi sembra che questa è la direzione intrapresa.

A questo punto battiamoci per la formazione, costringiamo i direttori “Medici” ad utilizzare i fondi stanziati a tal fine, ad investire sul personale, onde raggiungere tutti gli obiettivi determinati dai Livelli Essenziali di Assistenza.

L’ignoranza porta alla sudditanza (o portaborse, autisti, scribacchini…..) La competenza porta a libertà, responsabilità e dignità. È vero questi concetti sono stati espressi, ma non lamentiamoci se siamo in ombra perché a qualcuno quest’ombra piace.

Claudia Ferrari, Tecnico della Prevenzione – ASL Brindisi

09 settembre 2021
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Indagine sulla propensione alla vaccinazione anti COVID 19 da parte dei TPALL

09 agoGentile Presidente,

sono un laureando in Tecniche della Prevenzione nell’Ambiente e nei Luoghi di Lavoro presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, chiedo la sua collaborazione per la compilazione on line di un questionario per ultimare la mia tesi di laurea che consiste in un progetto di ricerca riguardo alla propensione dei professionisti sanitari della regione campania alla somministrazione del vaccino anti COVID-19.

Se possibile le chiedo di pubblicarlo tra le news sul vostro sito istituzionale.

L’abstract del lavoro ed il questionario è stato presentato il 30 giugno 2021 e approvato dalla Commissione Scientifica dell’evento di carattere nazionale “HSE Symposium 29-30/10/2021” organizzato dalla Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università Federico II di Napoli.

Si precisa che i dati raccolti saranno trattati ai sensi del Reg. UE n. 2016/679 (GDPR), del Dlgs n. 196/2003 “Codice in materia di protezione dei dati personali” e smi, nel pieno rispetto dei diritti e dell’anonimato dei partecipanti.

L’indagine prevede la somministrazione di un questionario mediante la piattaforma “Google”, che offre la possibilità di inviarlo a tutti i vostri iscritti (esercenti a professione sanitaria) per via telematica attraverso un link.

La compilazione del questionario avviene assolutamente in forma anonima ed ha una durata di circa 6 minuti, per compilare basta cliccare su questo link : https://forms.gle/EgNGXFDWS6H3UbDD7

Confidando nella sua collaborazione, la ringrazio e le porgo i miei più cordiali saluti.

Carmine La Rocca (laureando TPALL e residente in Salerno)

09 agosto 2021
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Sicurezza sul lavoro e promozione del TdP nell’opinione pubblica

05 ago – Gentile Presidente,

oggi La Stampa di Torino apre la prima pagina con l’ennesima morte sul lavoro, riferendo dell’interessamento del Presidente della Repubblica Mattarella al tema, mentre La Nuova Ferrara dà conto di quattro operai ustionati, di cui uno in condizioni gravi. Il rinnovato interessamento alla sicurezza sul lavoro è provocato dall’identikit della vittima: donna, giovane e mamma. Come era già capitato qualche mese fa con la tragica vicenda di Luana D’Orazio in Toscana.

Naturalmente gli slogan sono sempre gli stessi, così come la confusione su ruoli e figure: “operatori della Asl”, “medicina del lavoro”, “ufficio sicurezza”, “personale dell’Ispettorato”, “gli ispettori del lavoro”. Credo che fino a quando non ci sarà una chiara definizione di chi fa cosa, sarà comunque difficile occuparsi di prevenzione nei luoghi di lavoro. Eppure, il Testo Unico sulla Sicurezza (il mitico 81) è abbastanza chiaro nella primissima riga dell’articolo 13: “La vigilanza sull’applicazione della legislazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro è svolta dalla Azienda Sanitaria Locale competente per territorio”. Diventa più difficile il proseguio della frase in cui vengono specificate tutta una serie di competenze settoriali che coinvolgono Ministero del Lavoro (tramite l’Ispettorato) e Vigili del Fuoco. C’è una inflazione di controllori, che però, visti i risultati sulle denunce per infortuni e malattie professionali, non dà molti risultati. Oltre a creare grandissima confusione tra l’ispettorato del lavoro e le ASL, che prevedono al loro interno le figure predisposte e preparate (a livello universitario, mentale e culturale) ad affrontare la sicurezza sul lavoro, cioè noi Tecnici della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro. A parer mio, lo stabilire univocamente e con riconoscimento soprattutto della pubblica opinione della nostra figura e del nostro ruolo nella prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali è un tassello fondamentale, ma ancora mancante, nel cercare finalmente di abbassare numeri che sono allarmanti. Perchè al grande pubblico arrivano le storie di Luana e, ieri, di Laila. Però abbiamo anche Renato, Stefano, Agron, Gaetano, Luigi, Emanuele, Ciro, Matteo, Hysa e molti altri.

Faccio una provocazione: a questo punto, vista la confusione di enti e di ruoli, dichiariamo il fallimento della prevenzione all’interno del Servizio Sanitario Nazionale e torniamo all’epoca pre-1978 con le funzioni di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro di competenza esclusiva del Ministero del Lavoro. Sarebbe un fallimento epocale. Oppure iniziamo a farci conoscere il più possibile, a sensibilizzare l’opinione pubblica e, a livello politico, a razionalizzare compiti e funzioni, potenziando a livello di risorse umane ed economiche, i servizi di prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro delle ASL. E questo invece sarebbe un successo epocale.

Alfredo Gabriele Di Placido, Tecnico della Prevenzione – APSS Trento

05 agosto 2021
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Nuove regole anti COVID 19 e Green pass dal prossimo 6 agosto

28 lug Gentile Presidente,

il Governo italiano approva il decreto legge relativo alle misure urgenti per fronteggiare l’emergenza Covid-19 e per l’esercizio in sicurezza di attività sociali ed economiche.

Il Decreto Legge 22 Luglio 2021 prevede la proroga fino al 31 dicembre 2021 dello stato di emergenza nazionale, la modifica dei parametri di definizione dei livello di rischio per il cambio di “colore” delle Regioni e Province autonome, ed in particolare l’estensione dell’utilizzo della Certificazione Verde Covid-19 – “Green Pass” a diverse attività.

Da quanto riportato sul sito del Ministero della Salute si apprende che sarà possibile svolgere alcune attività specifiche solo se si è in possesso di un “Green Pass”, che attesti di aver fatto almeno una dose di vaccino oppure essere risultati negativi ad un tampone molecolare o rapido nelle ultime 48 ore, oppure essere guariti da Covid-19 nei sei mesi precedenti.

Le regole valgono anche per le attività svolte in zona bianca, ovvero:

  • Servizi per la ristorazione svolti da qualsiasi esercizio per consumo al tavolo al chiuso;
  • Spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportive;
  • Musei altri istituti e luoghi della cultura e mostre;
  • Piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, anche all’interno di strutture ricettive, limitatamente alle attività al chiuso;
  • Sagre e fiere, convegni e congressi;
  • Centri termali, parchi tematici e di divertimento;
  • Centri culturali, centri sociali e ricreativi, limitatamente alle attività al chiuso e con esclusione dei centri educativi per l’infanzia, i centri estivi e le relative attività di ristorazione
  • Sale gioco, sale scommesse sale bingo e casinò;
  • Concorsi pubblici.

La Certificazione verde Covid-19 non è richiesta ai bambini esclusi per età dalla campagna vaccinale (fino a 12 anni) e ai soggetti esenti sulla base di idonea certificazione medica, per i quali verrà creata una Certificazione digitale dedicata. Finché questa non sarà disponibile, possono essere utilizzate quelle rilasciate in formato cartaceo.

Per quanto riguarda le attività di stretto interesse dei TdP, focalizziamo l’attenzione sulla necessità del Green Pass per l’accesso ai concorsi pubblici. Per il testo completo del decreto Legge 22 Luglio 2021, visitate la sezione dedicata al Covid-19 del Ministero della Salute, mentre al seguente link sono riportate le indicazioni per ottenere la certificazione verde.

Matteo Sordi, Tecnico della Prevenzione – HSE Obi Italia Srl

28 luglio 2021
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Anche in Sicilia approda la Dirigenza tecnica della prevenzione.

12 lug – Gentile Presidente,

da tempo la Legge 251/00 è stata recepita anche in Sicilia, con L.R. 1/2010 e, ad onor del vero, alcune aziende sanitarie hanno bandito i concorsi pubblici per dirigente delle professioni sanitarie, per lo più applicata in ambito infermieristico ed ostetrico, mai nell’ambito a noi consono della prevenzione.

Oggi, per un coacervo di fortunati casi, ma anche per l’azione politica dei costituiti nuovi Albi provinciali, siamo riusciti a riempire il carniere con la prima postazione dirigenziale della prevenzione in Sicilia.

I fatti. Con un bando pubblico del gennaio scorso, la Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico che raggruppa i due più grandi ospedali della città etnea, è stato messo a concorso il posto di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione aziendale, prevedendo una serie di lauree totalmente rientranti nel settore ingegneristico e, quindi limitando l’accesso a quelle professioni. Poiché l’art. 32 del Testo Unico della Sicurezza prevede che al ruolo di RSPP si acceda sia con diplomi, ma anche con lauree specifiche, fra cui quella di Tecnico della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro, si è reso necessario un intervento prudente, illuminante, ma al contempo deciso, da parte dell’Albo provinciale verso il settore del Personale di quella Azienda. È stato chiarito che pur legittimamente richiedendo l’amministrazione una serie di requisiti specifici, fra cui il titolo magistrale, i moduli A B e C formativi per RSPP, nello spacchettamento dei titoli di accesso previsti dal Testo Unico doveva, necessariamente ricomprendersi la laurea magistrale LM/SNT4, specifica per la nostra professione e per quella degli assistenti sanitari, cui manca però la professionalità prevista dal medesimo T.U.

Pertanto, la procedura informatica di accesso al concorso è stata modificata, prevedendo l’inserimento della laurea magistrale di nostra afferenza. Ciò ha determinato la possibilità di partecipazione al concorso di ben due colleghi siciliani Angelo Savoca e Maria Luisa Franchina, laureati magistralmente a Campobasso e a Padova; entrambi poi possiedono l’ulteriore requisito di accesso al concorso, di avere partecipato al sistema di prevenzione aziendale sanitario per almeno due anni, requisito questo che, per ironia della sorte, ha determinato l’esclusione di quasi tutti gli ingegneri partecipanti al concorso in parola.

Costituita la commissione, di soli ingegneri, si è pervenuti alla prova di esame dopo una valutazione dei titoli che per i nostri colleghi non ha tenuto conto di diversi servizi espletati e di carriere che definire represse appare pleonastico.

Esitate le prove, risulta vincitore l’unico ingegnere grande libero professionista partecipante, che però in virtù dei vincoli di esclusività giustamente richiesti dalla postazione dirigenziale, deve rinunciare a causa dei numerosi e prestigiosi incarichi di cui è titolare e che vedrebbe caducare se assumesse il complesso incarico messo a concorso.

Quindi resta vincitore del concorso il collega Angelo Savoca, che diviene così il primo Dirigente delle Professioni sanitarie della Prevenzione in Sicilia, ciò con enorme orgoglio da parte di tutti i Colleghi catanesi e della Sicilia alla cui segreteria regionale UNPISI è stato comunicato nei giorni scorsi in una “calorosissima” (41°C) riunione svoltasi a Caltanissetta.

Il Collega ha preso servizio e, pur facendo da battistrada a tutti gli altri che presto verranno, dovrà avere il sincero supporto della categoria essendo il ramoscello che cresce in una foresta abitata da famelici lupi.

Antonello Merlo, Presidente Commissione Albo TPALL Catania

12 luglio 2021
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Ministero della Transizione Ecologica: quali opportunità per il TPALL?

24 giu – Gentile Presidente,

ogni giorno si sente sempre di più parlare di tematiche ambientali e di aspetti correlati, come il tema principale dell’inquinamento (e quanto esso sia un problema dei giorni nostri e ciò che sarà nel futuro) o altri argomenti come la ricerca e lo sviluppo di nuovi progetti che aiutino il nostro pianeta e il suo ecosistema, a “respirare”, a ripulirsi, cercando di ridurre le fonti di inquinamento di origine antropica, ma affrontare queste tematiche non è sempre del tutto facile, la realtà dei fatti è spesso diversa.

Convertire, far cambiare rotta, in un contesto  dove il ricavo economico, viene messo al primo posto rispetto alla salute della popolazione mondiale o allo stato di inquinamento del nostro pianeta, immissioni in atmosfera di CO2 o di altre sostanze dannose, sversamento di olii o altri prodotti liquidi tossici su corsi d’acqua (come anche le immissioni non regolari su scarichi idrici), o la realizzazione di oggetti che diventeranno rifiuti non biodegradabili e non differenziabili per il riciclo, alla fine non è un problema che ci riguarda.

Eppure, a livello mondiale, ci sono dei paesi che qualche passo a favore dell’ambiente lo hanno fatto, altri che iniziano a farlo, quindi l’obiettivo (o forse la speranza) è quello di arrivare unitamente a livello globale ad un “modus-operandi” condiviso da tutti, con la consapevolezza che una Terra sana equivale a benessere dell’uomo che la ospita. E la domanda a questo punto sorge spontanea, ma gli Stati non hanno un Ministero istituito per la salvaguardia dell’ambiente? Certo, lo sappiamo tutti che esistono, e a tal proposito a livello Europeo, e quindi Italiano, si parla di “Ministero della Transizione Ecologica”; già dalla denominazione si evince che l’obiettivo è raggiungere un passaggio, o meglio un cambiamento a livello ecologico e ambientale e per farlo bisogna che si crei una rete tra vari Ministeri e varie figure di diversa competenza. Si concilia così l’idea che un Ministero dell’Ambiente non può camminare da solo, ma deve essere accompagnato da altri Ministeri che si occupano di tematiche che seppur differenti, si riflettono sull’ambiente.

Nasce così il MiTE, un dicastero che si occuperà principalmente di ambiente, ma anche di gestire tutte quelle scelte che a prima vista non sono strettamente collegate, ma che gli effetti su di esso sono inevitabili. Tutto ciò, quindi, porterà ad una Transizione Ecologica, un cambiamento, dove l’ambiente rivestirà un ruolo fondamentale e sarà preso in considerazione sia negli aspetti legati allo sviluppo del Paese, sia per le sue infrastrutture.

Ma chi è che svolgerà una parte tecnica, fondamentale, per influenzare le scelte e le azioni positive a favore della tutela ambientale? Ad oggi a livello Nazionale, nelle varie ARPA, il Tecnico della Prevenzione nell’Ambiente e nei Luoghi di Lavoro, riveste un ruolo significativo ai fini della vigilanza e del controllo per la tutela ed il benessere dell’ambiente, grazie alle competenze proprie del profilo professionale e alle conoscenze acquisite.

Pertanto, è ovvio pensare a “competenze tecniche” all’interno di questo nuovo Ministero, dove il TPALL possa mettere a disposizione le sue competenze per arrivare a quella transizione prefissata dal dicastero e quindi: quali saranno le prossime opportunità per il TPALL all’interno del nuovo dicastero?

Placido Brancato, Tecnico della Prevenzione libero professionista

24 giugno 2021
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Il Codice Deontologico del Tecnico della Prevenzione: occasioni e aspettative future.

11 giu – Gentile Presidente,

come è ben noto a tutti i professionisti appartenenti alle cosiddette professioni regolamentate,  il codice deontologico “è un codice di comportamento generalmente avente efficacia normativa, a cui il professionista deve attenersi per l’esercizio della sua professione”.

A tal proposito risulta necessario sottolineare che con l’entrata in vigore della legge n. 3/2018, istitutiva della Federazione nazionale degli Ordini dei Tecnici sanitari di radiologia medica, delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (TSRM-PSTRP), in rappresentanza di ben 19 professioni sanitarie, tra cui quella della professione sanitaria in “Tecniche della Prevenzione nell’Ambiente e nei Luoghi di Lavoro”, spetta alle Federazioni nazionali (art. 7 co. 3 del D.Lgs. 233/1946 e s.m.i.), l’emanazione dei codici deontologici rivolto agli iscritti degli Ordini territoriali dopo l’approvazione da parte dei relativi Consigli Nazionali (art. 8 co. 12 del D.Lgs. 233/1946 e s.m.i.).

In tale contesto si inserisce anche il codice deontologico dell’operatore sanitario in “Tecniche della Prevenzione”, quale strumento cruciale per il corretto operato del dipendente pubblico/privato o del libero professionista, restando ancora oggi una partita aperta da parte sia dei Consigli Nazionali che della Federazione Nazionale.

A tal proposito occorre soffermarsi su argomenti di grande interesse e sempre di discussione, quali appunto:
·         l’autonomia tecnico-professionale;
·         le competenze e la rivendicazione delle stesse sia in ambito pubblico che privato;
·         il conflitto di interesse e le possibili ingerenze di altri profili professionali;
·         le incompatibilità;
·         i limiti settoriali con particolare riferimento agli ambiti entro cui può muoversi l’operatore sanitario; ecc….

Ma non da ultimo, occorre sottolineare i principi ed i valori professionali del “Tecnico della Prevenzione” che devono essere guida di riferimento nel nuovo codice deontologico.

Il codice deontologico dovrà costituire non solo un valido strumento di riferimento a cui gli iscritti dovranno attenersi, ma altresì dettare le modalità di contestazione degli eventuali illeciti e le relative sanzioni sul mancato rispetto dello stesso, affinché sia un pacchetto di “norme” generali ed astratte, valide per tutti gli iscritti e, non basato su facoltà e/o discrezionalità nei confronti di alcuni. Pertanto, l’auspicio è che la Federazione Nazionale degli Ordini TSRM-PSTRP proceda al più presto all’emanazione e divulgazione del nuovo codice deontologico, quale utile strumento del professionista.

Mauro Lopopolo, Tecnico della Prevenzione – ARPA Puglia

11 giugno 2021
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Il Tecnico della Prevenzione ed il Sistema di Gestione

o7 giuGentile Presidente,

il tecnico della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro, come ben sappiamo, è una delle professioni sanitarie responsabili delle attività di prevenzione, dell’igiene e della sicurezza. In particolare il campo di azione del TPALL sono: SPRESAL, SPP, SISP, Servizio di igiene e Sanità Pubblica, Servizio Veterinario ed ARPA.

Il tecnico della prevenzione ha la possibilità, come del resto molte altre professioni, di svolgere la propria attività nel settore pubblico e nel settore privato.

Durante le attività svolte nel settore privato, il TPALL può trovarsi a supportare i datori di lavoro nell’adeguamento alle varie normative che coprono i propri ambiti professionali (igiene, sicurezza sul lavoro, ambiente).

Da alcuni anni a questa parte, il Tecnico della Prevenzione si trova ad affrontare realtà aziendali che hanno deciso di svolgere il proprio lavoro, utilizzando sistemi di controllo e gestione delle prestazioni e raggiungimento di obiettivi in materia ambientale e di sicurezza sul lavoro.

Nel 2021, molte aziende hanno già aderito a quella che è la filosofia dei sistemi di gestione, ed il tecnico della prevenzione che si trova a confrontarsi con queste realtà nei Servizi di Prevenzione e Protezione e Servizi Ambiente, deve essere in grado di fornire un supporto alle aziende che va oltre alla conoscenza della normativa. In particolare, i sistemi di gestione che hanno come fine la corretta gestione degli aspetti ambientali e di tutti gli aspetti della salute e sicurezza sul lavoro sono le norme ISO UNI 14001:2015 e UNI  45001:2018.

Come descritto dall’ente italiano di accreditamento Accredia, “La norma UNI ISO 45001 del 2018 è la prima norma internazionale a definire gli standard minimi di buona pratica per la protezione dei lavoratori in tutto il mondo. Stabilisce un quadro per migliorare la sicurezza, ridurre i rischi in ambito lavorativo e migliorare la salute ed il benessere dei lavoratori, permettendo così di aumentare le performance in materia di salute e sicurezza a qualsiasi organizzazione che scelga di certificare sotto accreditamento il sistema di gestione.”.

Mentre la norma UNI ISO 14001:2015 fissa i requisiti che devono essere posseduti da un sistema di gestione ambientale di un’organizzazione. Un SGA è formato da una politica, da dei processi e da KPI che monitorano quanto definito dall’alta direzione riguardo tutti gli aspetti ambientali che possono interessare una determinata attività.

Con il fine di condividere strumenti sempre più al passo con le normative e le organizzazioni, nei prossimi articoli verranno approfondite le strutture delle due norme in modo da dare un quadro generale di ciò che può andare ad influenzare l’attività del tecnico della prevenzione durante lo svolgimento delle sue attività ispettive, di consulenza e di supporto alle organizzazioni.

Matteo Sordi, Tecnico della Prevenzione – HSE Obi Italia Srl

07 giugno 2021
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Un bel neonato, accolto da due giornate mondiali

o5 giuGentile Presidente,

È nato, ed è bellissimo. Di sana e robusta costituzione, crescerà ancora con notizie, articoli, pubblicazioni, corsi, iniziative, convenzioni (infatti tu che stai leggendo e che magari non sei iscritto, che aspetti?  Se sei uno studente,   è pure gratis!).

La pubblicazione del nuovo sito UNPISI, elegante, essenziale, raffinato, coincide con un binomio di giornate importantissime per noi Tecnici della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro. Oggi, 5 giugno, la giornata mondiale dell’ambiente.

Lunedì, 7 giugno, la giornata mondiale della sicurezza degli alimenti, che celebreremo con il webinar “Cyber Food Controls: le nuove frontiere del controllo ufficiale”. E non scordiamo che il 28 aprile abbiamo già avuto la giornata mondiale della sicurezza e salute sul lavoro (e intanto il bilancio degli infortuni mortali continua tragicamente a crescere).

Siamo arrivati alla 47esima giornata mondiale dell’ambiente mentre in Sri Lanka si sta consumando un ennesimo disastro ambientale: un cargo contenete petrolio è alla deriva da 13 giorni, sta affondando lentamente e contiene al suo interno ancora 300 tonnellate di olio combustibile, mentre le spiagge sono state già inondate da microplastiche.

Intanto, noi in Italia siamo già in debito con la Terra: il 13 maggio abbiamo raggiunto l’Overshoot day, ovvero ogni residente in Italia ha consumato risorse pari a quanto la natura ne produce in un anno intero per singola persona. È un dato che non ci fa onore. Bisogna agire per cercare di far conciliare il progresso con la sostenibilità. Noi Tecnici cerchiamo di fare la nostra parte con la prevenzione prima di tutto, con la repressione quando necessaria e anche con la sensibilizzazione ai temi dell’ambiente, della cultura della sicurezza alimentare e nei luoghi di lavoro. E, dunque, tra le iniziative meritevoli che oggi vanno segnalate c’è anche l’ “Inquinamento illustrato”, frutto della collaborazione tra il collettivo artistico Ronin e il Sistema nazionale per la protezione ambientale (SNPA). Per chi ha Facebook, i lavori sono visibili al seguente link: https://www.facebook.com/media/set/?vanity=RoninMag&set=a.2845759592407755

Se volete rimanere informati, approfondire, documentarvi non temete: c’è il nuovo sito dell’UNPISI.

Complimenti dott. Rossi, il neonato è davvero bello.

Alfredo Gabriele Di Placido, Tecnico della Prevenzione – APSS Trento

05 giugno 2021
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Oggi è la Giornata mondiale dell’Ambiente

o5 giuGentile Presidente,

“Nel lontano 1964 UNPISI è diventata realtà, e da allora sosteniamo i professionisti sanitari e le imprese, con l’obiettivo di costruire una Community dei Tecnici della Prevenzione orientati all’innovazione ed al miglioramento della sicurezza in ambito ambientale (E), alimentare (H) e luoghi di lavoro (S).”
Con queste parole presidente dà il benvenuto ai visitatori nel nuovo sito web di UNPISI rinnovato nella sua veste digitale.

Colgo l’occasione per fare i migliori auguri all’associazione per l’inaugurazione del nuovo contenitore web di tutte le tematiche riguardanti il mondo della sicurezza e dei Tecnici della Prevenzione nell’Ambiente e nei Luoghi di Lavoro.
Ho volutamente scritto il nome per intero della nostra professione, perché la parola “Ambiente” estratta da esso, mi offre un prezioso collegamento per discutere brevemente di un altro avvenimento da celebrare oggi (come in tutto l’anno…oserei dire): la giornata mondiale dell’ambiente.
Ogni anno vengono emessi 51 miliardi di tonnellate di gas serra nell’atmosfera a causa di attività umane correlate a settori lavorativi come: produzione industriale, produzione di energia elettrica, agricoltura e allevamento, trasporti, riscaldamento e condizionamento.
Riuscire a trovare soluzioni ecocompatibili per tutti questi settori è una delle principali sfide per l’intera umanità nei prossimi anni. L’evoluzione della scienza e le decisioni politiche nazionali saranno fondamentali, per offrire soluzioni concrete a riguardo. Ci vorranno nuove idee e nuovi modi per: concimare le piante, allevare il bestiame, ridurre gli sprechi di cibo, produrre energia elettrica, fornire biocarburanti a prezzi accessibili, produrre cemento e acciaio da procedimenti che non prevedano l’utilizzo o l’emissione (come sottoprodotti) di combustibili fossili. Anche le abitudini delle singole persone dovranno cambiare, ad esempio: è inutile piantare alberi se nello stesso tempo in qualche altra parte del mondo, altri alberi vengono continuamente abbattuti per favorire l’insediamento di nuovi allevamenti, principali responsabili dell’emissione in atmosfera di un gas serra come il metano.
L’innovazione del concetto di tutela dell’ambiente investirà di conseguenza anche le principali attività del Tecnico della Prevenzione: i vari colleghi, a seconda della veste professionale, si ritroveranno a dover gestire, vigilare, consigliare, formare o sanzionare sempre più datori di lavoro e lavoratori operanti in settori lavorativi in linea con le tematiche di tutela e sviluppo dell’ambiente.
A tal proposito, di fondamentale importanza sarà il continuo aggiornamento normativo e professionale che UNPISI fin dal 1964 è lieta di aver offerto e che continuerà ad offrire attraverso i suoi canali e servizi negli anni ad avvenire.

Edoardo Carletti, Tecnico della Prevenzione nell’Ambiente e nei luoghi di lavoro – USL Umbria 1

05 giugno 2021
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Il Tecnico della Prevenzione all’interno del Servizio di Prevenzione e Protezione

o4 giuGentile Presidente,

l’analisi del “rischio ambientale in ambito ospedaliero”, volto a garantire la sicurezza dei pazienti, del personale e dei visitatori, è un processo complesso, e consiste in una descrizione tecnico-scientifica di tipo qualitativa e quantitativa, di un pericolo potenziale correlato a fonti di contaminazione ambientale, che possono determinare effetti avversi per l’ambiente e per la salute delle persone che vi lavorano.

La sicurezza in ospedale è un obiettivo che non si può trascurare poiché rappresenta una realtà lavorativa molto complessa, è infatti sede di molteplici fonti di pericolo: biologico, chimico, fisico, da radiazioni, da cancerogeni, da mutageni, lavoro notturno, stress, burn-out, movimenti ripetitivi, movimentazione manuale dei carichi etc. Inoltre l’ospedale presenta una molteplicità di ambienti e di persone presenti, non solo in termini di pazienti, ma anche di lavoratori, visitatori, ditte esterne e tirocinanti ed è costante la necessità di erogare nell’arco dell’intera giornata tutti i servizi al massimo livello di efficienza1.

La “Sicurezza in Ospedale” è un valido strumento per affrontare con spirito risolutivo, insieme al coinvolgimento di tutto il personale competente, la valutazione dei rischi e la programmazione degli interventi di miglioramento costante delle condizioni di sicurezza ed igiene in ambienti di lavoro ad altissima valenza sociale.

La valutazione dei rischi è un procedimento per l’individuazione dei pericoli e la stima dei rischi ad essi connessi, finalizzata alla prevenzione degli incidenti ed alla protezione da eventuali danni alla salute delle persone, ai beni ed alle strutture. Essa va eseguita secondo una programmazione ed una revisione periodica al fine di definire gli interventi da attuare nell’ottica di un miglioramento continuo della prevenzione e protezione della salute e dell’integrità psico-fisica dei lavoratori nei luoghi di lavoro. La valutazione dei rischi è un dovere non delegabile del datore di lavoro, il quale si avvale della collaborazione di esperti sulle diverse problematiche di igiene e sicurezza sul lavoro. Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP), gli Addetti al Servizio di Prevenzione e Protezione (ASPP), il Medico Competente collaborano con il Datore di Lavoro nel processo di valutazione e gestione dei rischi.

La valutazione dei rischi come descritto nel D.lgs 81/2008 è la “valutazione globale e documentata di tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori presenti nell’ambito dell’organizzazione in cui essi prestano la propria attività, finalizzata ad individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione ed a elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza”.

L’articolo 33 del D.Lgs. 81/2008 “Compiti del Servizio di Prevenzione e Protezione”, al comma 1 definisce i compiti a cui il Servizio di Prevenzione e Protezione (SPP) deve provvedere:

a) all’individuazione dei fattori di rischio, alla valutazione dei rischi e all’individuazione delle misure per la sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro, nel rispetto della normativa vigente sulla base della specifica conoscenza dell’organizzazione aziendale;

b) ad elaborare, per quanto di competenza, le misure preventive e protettive di cui all’articolo 28, comma 2, e i sistemi di controllo di tali misure;

c) ad elaborare le procedure di sicurezza per le varie attività aziendali;

d) a proporre i programmi di informazione e formazione dei lavoratori;

e) a partecipare alle consultazioni in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro, nonché alla riunione periodica di cui all’articolo 35 del D.Lgs. 81/2008;

f) a fornire ai lavoratori le informazioni di cui all’articolo 36 del D.Lgs. 81/2008.

L’individuazione delle sorgenti e delle modalità condizionanti la diffusione dei determinanti negativi per la salute e la promozione degli interventi di prevenzione e controllo, sviluppano condizioni di sicurezza e di conseguenza evitano danni umani, economici e legali che impattano rispettivamente su singoli individui, sulla collettività e sull’immagine, in termini di eccellenza dell’ospedale2.

1Linee Guida INAIL: La Sicurezza in Ospedale, strumenti di valutazione e gestione del rischio. Fascicolo I, edizione 2002.

2Linee Guida Ministero della Salute. 2001

Dott. William Zomparelli, Tecnico della Prevenzione nell’Ambiente e nei Luoghi di Lavoro, ASL Roma 1 – Servizio Prevenzione e Protezione

04 giugno 2021
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