Rubrica di testimonianze, contributi ed opinioni degli operatori della prevenzione e dei cittadini/lavoratori su tutto ciò che riguarda la valutazione e la gestione dei rischi nei vari ambiti professionali.

Invia il tuo contributo alla redazione all’indirizzo newsletter@unpisi.it indicando la qualifica, l’affiliazione ed una fototessera.

Il Codice Deontologico del Tecnico della Prevenzione: occasioni e aspettative future.

11 giu – Gentile Presidente,

come è ben noto a tutti i professionisti appartenenti alle cosiddette professioni regolamentate, il codice deontologico “è un codice di comportamento generalmente avente efficacia normativa, a cui il professionista deve attenersi per l’esercizio della sua professione”.

A tal proposito risulta necessario sottolineare che con l’entrata in vigore della legge n. 3/2018, istitutiva della Federazione nazionale degli Ordini dei Tecnici sanitari di radiologia medica, delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (TSRM-PSTRP), in rappresentanza di ben 19 professioni sanitarie, tra cui quella della professione sanitaria in “Tecniche della Prevenzione nell’Ambiente e nei Luoghi di Lavoro”, spetta alle Federazioni nazionali (art. 7 co. 3 del D.Lgs. 233/1946 e s.m.i.), l’emanazione dei codici deontologici rivolto agli iscritti degli Ordini territoriali dopo l’approvazione da parte dei relativi Consigli Nazionali (art. 8 co. 12 del D.Lgs. 233/1946 e s.m.i.).

In tale contesto si inserisce anche il codice deontologico dell’operatore sanitario in “Tecniche della Prevenzione”, quale strumento cruciale per il corretto operato del dipendente pubblico/privato o del libero professionista, restando ancora oggi una partita aperta da parte sia dei Consigli Nazionali che della Federazione Nazionale.

A tal proposito occorre soffermarsi su argomenti di grande interesse e sempre di discussione, quali appunto:
·         l’autonomia tecnico-professionale;
·         le competenze e la rivendicazione delle stesse sia in ambito pubblico che privato;
·         il conflitto di interesse e le possibili ingerenze di altri profili professionali;
·         le incompatibilità;
·         i limiti settoriali con particolare riferimento agli ambiti entro cui può muoversi l’operatore sanitario; ecc….

Ma non da ultimo, occorre sottolineare i principi ed i valori professionali del “Tecnico della Prevenzione” che devono essere guida di riferimento nel nuovo codice deontologico.

Il codice deontologico dovrà costituire non solo un valido strumento di riferimento a cui gli iscritti dovranno attenersi, ma altresì dettare le modalità di contestazione degli eventuali illeciti e le relative sanzioni sul mancato rispetto dello stesso, affinché sia un pacchetto di “norme” generali ed astratte, valide per tutti gli iscritti e, non basato su facoltà e/o discrezionalità nei confronti di alcuni. Pertanto, l’auspicio è che la Federazione Nazionale degli Ordini TSRM-PSTRP proceda al più presto all’emanazione e divulgazione del nuovo codice deontologico, quale utile strumento del professionista.

Mauro Lopopolo, Tecnico della Prevenzione – ARPA Puglia

11 giugno 2021
© Riproduzione riservata

Il Tecnico della Prevenzione ed il Sistema di Gestione

o7 giuGentile Presidente,

il tecnico della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro, come ben sappiamo, è una delle professioni sanitarie responsabili delle attività di prevenzione, dell’igiene e della sicurezza. In particolare il campo di azione del TPALL sono: SPRESAL, SPP, SISP, Servizio di igiene e Sanità Pubblica, Servizio Veterinario ed ARPA.

Il tecnico della prevenzione ha la possibilità, come del resto molte altre professioni, di svolgere la propria attività nel settore pubblico e nel settore privato.

Durante le attività svolte nel settore privato, il TPALL può trovarsi a supportare i datori di lavoro nell’adeguamento alle varie normative che coprono i propri ambiti professionali (igiene, sicurezza sul lavoro, ambiente).

Da alcuni anni a questa parte, il Tecnico della Prevenzione si trova ad affrontare realtà aziendali che hanno deciso di svolgere il proprio lavoro, utilizzando sistemi di controllo e gestione delle prestazioni e raggiungimento di obiettivi in materia ambientale e di sicurezza sul lavoro.

Nel 2021, molte aziende hanno già aderito a quella che è la filosofia dei sistemi di gestione, ed il tecnico della prevenzione che si trova a confrontarsi con queste realtà nei Servizi di Prevenzione e Protezione e Servizi Ambiente, deve essere in grado di fornire un supporto alle aziende che va oltre alla conoscenza della normativa. In particolare, i sistemi di gestione che hanno come fine la corretta gestione degli aspetti ambientali e di tutti gli aspetti della salute e sicurezza sul lavoro sono le norme ISO UNI 14001:2015 e UNI  45001:2018.

Come descritto dall’ente italiano di accreditamento Accredia, “La norma UNI ISO 45001 del 2018 è la prima norma internazionale a definire gli standard minimi di buona pratica per la protezione dei lavoratori in tutto il mondo. Stabilisce un quadro per migliorare la sicurezza, ridurre i rischi in ambito lavorativo e migliorare la salute ed il benessere dei lavoratori, permettendo così di aumentare le performance in materia di salute e sicurezza a qualsiasi organizzazione che scelga di certificare sotto accreditamento il sistema di gestione.”.

Mentre la norma UNI ISO 14001:2015 fissa i requisiti che devono essere posseduti da un sistema di gestione ambientale di un’organizzazione. Un SGA è formato da una politica, da dei processi e da KPI che monitorano quanto definito dall’alta direzione riguardo tutti gli aspetti ambientali che possono interessare una determinata attività.

Con il fine di condividere strumenti sempre più al passo con le normative e le organizzazioni, nei prossimi articoli verranno approfondite le strutture delle due norme in modo da dare un quadro generale di ciò che può andare ad influenzare l’attività del tecnico della prevenzione durante lo svolgimento delle sue attività ispettive, di consulenza e di supporto alle organizzazioni.

Matteo Sordi, Tecnico della Prevenzione – HSE Obi Italia Srl

07 giugno 2021
© Riproduzione riservata

Un bel neonato, accolto da due giornate mondiali

o5 giuGentile Presidente,

È nato, ed è bellissimo. Di sana e robusta costituzione, crescerà ancora con notizie, articoli, pubblicazioni, corsi, iniziative, convenzioni (infatti tu che stai leggendo e che magari non sei iscritto, che aspetti? Se sei uno studente, è pure gratis!).

La pubblicazione del nuovo sito UNPISI, elegante, essenziale, raffinato, coincide con un binomio di giornate importantissime per noi Tecnici della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro. Oggi, 5 giugno, la giornata mondiale dell’ambiente.

Lunedì, 7 giugno, la giornata mondiale della sicurezza degli alimenti, che celebreremo con il webinar “Cyber Food Controls: le nuove frontiere del controllo ufficiale”. E non scordiamo che il 28 aprile abbiamo già avuto la giornata mondiale della sicurezza e salute sul lavoro (e intanto il bilancio degli infortuni mortali continua tragicamente a crescere).

Siamo arrivati alla 47esima giornata mondiale dell’ambiente mentre in Sri Lanka si sta consumando un ennesimo disastro ambientale: un cargo contenete petrolio è alla deriva da 13 giorni, sta affondando lentamente e contiene al suo interno ancora 300 tonnellate di olio combustibile, mentre le spiagge sono state già inondate da microplastiche.

Intanto, noi in Italia siamo già in debito con la Terra: il 13 maggio abbiamo raggiunto l’Overshoot day, ovvero ogni residente in Italia ha consumato risorse pari a quanto la natura ne produce in un anno intero per singola persona. È un dato che non ci fa onore. Bisogna agire per cercare di far conciliare il progresso con la sostenibilità. Noi Tecnici cerchiamo di fare la nostra parte con la prevenzione prima di tutto, con la repressione quando necessaria e anche con la sensibilizzazione ai temi dell’ambiente, della cultura della sicurezza alimentare e nei luoghi di lavoro. E, dunque, tra le iniziative meritevoli che oggi vanno segnalate c’è anche l’ “Inquinamento illustrato”, frutto della collaborazione tra il collettivo artistico Ronin e il Sistema nazionale per la protezione ambientale (SNPA). Per chi ha Facebook, i lavori sono visibili al seguente link: https://www.facebook.com/media/set/?vanity=RoninMag&set=a.2845759592407755

Se volete rimanere informati, approfondire, documentarvi non temete: c’è il nuovo sito dell’UNPISI.

Complimenti dott. Rossi, il neonato è davvero bello.

Alfredo Gabriele Di Placido, Tecnico della Prevenzione – APSS Trento

05 giugno 2021
© Riproduzione riservata

Oggi è la Giornata mondiale dell’Ambiente

o5 giuGentile Presidente,

“Nel lontano 1964 UNPISI è diventata realtà, e da allora sosteniamo i professionisti sanitari e le imprese, con l’obiettivo di costruire una Community dei Tecnici della Prevenzione orientati all’innovazione ed al miglioramento della sicurezza in ambito ambientale (E), alimentare (H) e luoghi di lavoro (S).”
Con queste parole presidente dà il benvenuto ai visitatori nel nuovo sito web di UNPISI rinnovato nella sua veste digitale.

Colgo l’occasione per fare i migliori auguri all’associazione per l’inaugurazione del nuovo contenitore web di tutte le tematiche riguardanti il mondo della sicurezza e dei Tecnici della Prevenzione nell’Ambiente e nei Luoghi di Lavoro.
Ho volutamente scritto il nome per intero della nostra professione, perché la parola “Ambiente” estratta da esso, mi offre un prezioso collegamento per discutere brevemente di un altro avvenimento da celebrare oggi (come in tutto l’anno…oserei dire): la giornata mondiale dell’ambiente.
Ogni anno vengono emessi 51 miliardi di tonnellate di gas serra nell’atmosfera a causa di attività umane correlate a settori lavorativi come: produzione industriale, produzione di energia elettrica, agricoltura e allevamento, trasporti, riscaldamento e condizionamento.
Riuscire a trovare soluzioni ecocompatibili per tutti questi settori è una delle principali sfide per l’intera umanità nei prossimi anni. L’evoluzione della scienza e le decisioni politiche nazionali saranno fondamentali, per offrire soluzioni concrete a riguardo. Ci vorranno nuove idee e nuovi modi per: concimare le piante, allevare il bestiame, ridurre gli sprechi di cibo, produrre energia elettrica, fornire biocarburanti a prezzi accessibili, produrre cemento e acciaio da procedimenti che non prevedano l’utilizzo o l’emissione (come sottoprodotti) di combustibili fossili. Anche le abitudini delle singole persone dovranno cambiare, ad esempio: è inutile piantare alberi se nello stesso tempo in qualche altra parte del mondo, altri alberi vengono continuamente abbattuti per favorire l’insediamento di nuovi allevamenti, principali responsabili dell’emissione in atmosfera di un gas serra come il metano.
L’innovazione del concetto di tutela dell’ambiente investirà di conseguenza anche le principali attività del Tecnico della Prevenzione: i vari colleghi, a seconda della veste professionale, si ritroveranno a dover gestire, vigilare, consigliare, formare o sanzionare sempre più datori di lavoro e lavoratori operanti in settori lavorativi in linea con le tematiche di tutela e sviluppo dell’ambiente.
A tal proposito, di fondamentale importanza sarà il continuo aggiornamento normativo e professionale che UNPISI fin dal 1964 è lieta di aver offerto e che continuerà ad offrire attraverso i suoi canali e servizi negli anni ad avvenire.

Edoardo Carletti, Tecnico della Prevenzione nell’Ambiente e nei luoghi di lavoro – USL Umbria 1

05 giugno 2021
© Riproduzione riservata

Il Tecnico della Prevenzione all’interno del Servizio di Prevenzione e Protezione

o4 giuGentile Presidente,

l’analisi del “rischio ambientale in ambito ospedaliero”, volto a garantire la sicurezza dei pazienti, del personale e dei visitatori, è un processo complesso, e consiste in una descrizione tecnico-scientifica di tipo qualitativa e quantitativa, di un pericolo potenziale correlato a fonti di contaminazione ambientale, che possono determinare effetti avversi per l’ambiente e per la salute delle persone che vi lavorano.

La sicurezza in ospedale è un obiettivo che non si può trascurare poiché rappresenta una realtà lavorativa molto complessa, è infatti sede di molteplici fonti di pericolo: biologico, chimico, fisico, da radiazioni, da cancerogeni, da mutageni, lavoro notturno, stress, burn-out, movimenti ripetitivi, movimentazione manuale dei carichi etc. Inoltre l’ospedale presenta una molteplicità di ambienti e di persone presenti, non solo in termini di pazienti, ma anche di lavoratori, visitatori, ditte esterne e tirocinanti ed è costante la necessità di erogare nell’arco dell’intera giornata tutti i servizi al massimo livello di efficienza1.

La “Sicurezza in Ospedale” è un valido strumento per affrontare con spirito risolutivo, insieme al coinvolgimento di tutto il personale competente, la valutazione dei rischi e la programmazione degli interventi di miglioramento costante delle condizioni di sicurezza ed igiene in ambienti di lavoro ad altissima valenza sociale.

La valutazione dei rischi è un procedimento per l’individuazione dei pericoli e la stima dei rischi ad essi connessi, finalizzata alla prevenzione degli incidenti ed alla protezione da eventuali danni alla salute delle persone, ai beni ed alle strutture. Essa va eseguita secondo una programmazione ed una revisione periodica al fine di definire gli interventi da attuare nell’ottica di un miglioramento continuo della prevenzione e protezione della salute e dell’integrità psico-fisica dei lavoratori nei luoghi di lavoro. La valutazione dei rischi è un dovere non delegabile del datore di lavoro, il quale si avvale della collaborazione di esperti sulle diverse problematiche di igiene e sicurezza sul lavoro. Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP), gli Addetti al Servizio di Prevenzione e Protezione (ASPP), il Medico Competente collaborano con il Datore di Lavoro nel processo di valutazione e gestione dei rischi.

La valutazione dei rischi come descritto nel D.lgs 81/2008 è la “valutazione globale e documentata di tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori presenti nell’ambito dell’organizzazione in cui essi prestano la propria attività, finalizzata ad individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione ed a elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza”.

L’articolo 33 del D.Lgs. 81/2008 “Compiti del Servizio di Prevenzione e Protezione”, al comma 1 definisce i compiti a cui il Servizio di Prevenzione e Protezione (SPP) deve provvedere:

a) all’individuazione dei fattori di rischio, alla valutazione dei rischi e all’individuazione delle misure per la sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro, nel rispetto della normativa vigente sulla base della specifica conoscenza dell’organizzazione aziendale;

b) ad elaborare, per quanto di competenza, le misure preventive e protettive di cui all’articolo 28, comma 2, e i sistemi di controllo di tali misure;

c) ad elaborare le procedure di sicurezza per le varie attività aziendali;

d) a proporre i programmi di informazione e formazione dei lavoratori;

e) a partecipare alle consultazioni in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro, nonché alla riunione periodica di cui all’articolo 35 del D.Lgs. 81/2008;

f) a fornire ai lavoratori le informazioni di cui all’articolo 36 del D.Lgs. 81/2008.

L’individuazione delle sorgenti e delle modalità condizionanti la diffusione dei determinanti negativi per la salute e la promozione degli interventi di prevenzione e controllo, sviluppano condizioni di sicurezza e di conseguenza evitano danni umani, economici e legali che impattano rispettivamente su singoli individui, sulla collettività e sull’immagine, in termini di eccellenza dell’ospedale2.

1Linee Guida INAIL: La Sicurezza in Ospedale, strumenti di valutazione e gestione del rischio. Fascicolo I, edizione 2002.

2Linee Guida Ministero della Salute. 2001

Dott. William Zomparelli, Tecnico della Prevenzione nell’Ambiente e nei Luoghi di Lavoro, ASL Roma 1 – Servizio Prevenzione e Protezione

04 giugno 2021
© Riproduzione riservata