di Maurizio Martinelli, EDITeam

E’ stato inaugurato ieri, il 56° Congresso Nazionale della Società Italiana d’Igiene (SItI), presso l’Ergife Palace Hotel di Roma, inserito nel 17° World Congress on Public Health.

Tra le autorità presenti, il Prof. Silvio Brusaferro, Presidente ISS, la Prof.ssa Antonella Polimeni, Rettrice dell’Università Sapienza, il Dott. Roberto Monaco, Segretario Nazionale FNOMCeO e il Dott. Giuseppe Quintavalle, Commissario straordinario ASL Roma 1.

Dopo una relazione magistrale del Prof. Walter Riccardi, che ha parlato di “Europa e Prevenzione”, il Congresso ha preso avvio con la prima sessione plenaria, dedicata all’esitazione vaccinale. Questo fenomeno è da tempo riconosciuto dall’OMS – e dalla comunità scientifica internazionale – come una delle maggiori minacce per la salute globale e, attualmente, rappresenta una priorità sostanziale per la Sanità Pubblica.

La recente pandemia ha accentuato la rilevanza dell’esitazione vaccinale per la salute della popolazione. Come spiegato dagli esperti, l’interruzione e la riduzione delle attività vaccinali durante le prime fasi della pandemia, accompagnate dalla paura di esporsi al rischio di contrarre l’infezione da SARS-CoV-2, hanno determinato una diminuzione complessiva della copertura delle vaccinazioni routinarie.

Siliquini: “recuperare la perdita di fiducia nelle istituzioni”

“La fortunata e ampia campagna di vaccinazione contro il Covid – ha dichiarato la Prof.ssa Siliquini, Presidente della SItI – ha fatto però emergere un problema, ovvero la scarsa sensibilità da parte di una piccola parte della popolazione relativamente ai vaccini. Ciò può essere legato a molti fattori, ma in primis ad una perdita di fiducia nelle Istituzioni e nelle loro modalità di comunicazione. È importante, quindi, per il futuro, affrontare questo problema attraverso corrette campagne informative, con analisi di chi sono coloro che hanno scarsa fiducia nella scienza, al fine di poter essere pronti ad eventuali nuove pandemie, soprattutto causate da quelle che sono chiamate ‘zoonosi’. È un problema, quindi, di One Health che andrà affrontato nel prossimo futuro non solo attraverso studi scientifici ben condotti, ma anche attraverso l’individuazione di quei soggetti più fragili o meno propensi alle vaccinazioni che potrebbero essere maggiormente a rischio. Ciò al fine di poter garantire un’equa distribuzione della vaccinazione, cioè di una tecnologia sanitaria estremamente sicura ed efficace a tutta la popolazione”.

Secondo quanto emerso, l’utilizzo dei nuovi mezzi di comunicazione rappresenta una sfida ma anche una risorsa e un’opportunità per lo studio e il monitoraggio di gap nei livelli di conoscenza della popolazione in merito alle vaccinazioni e per una corretta e capillare informazione, la quale deve tener conto delle potenzialità di una collaborazione multidisciplinare tra professionisti della salute e professionisti della comunicazione.

Strategie di contrasto all’esitazione vaccinale: il ruolo della sanità pubblica

In plenaria sono stati illuminanti gli interventi del Dr. Roberto Rosselli “Digitalizzazione, metaverso, esitazione vaccinale: un’apertura al futuro” e la relazione del Prof. Walter Quattrociocchi (CDCS Sapienza), dal titolo “Il web e la vaccine-confidence: opportunità e prospettive”, che hanno esplorato i diversi campi di azione, considerando che l’infodemia che ha accompagnato la pandemia e la campagna vaccinale ha contribuito alla diffusione di una quantità eccessiva di informazioni, frequentemente non accurate, rendendo chiara la rilevanza dei nuovi media e sottolineando l’urgente necessità di sviluppare risposte chiare e trasparenti nel campo della comunicazione al fine di contrastare la disinformazione e la sfiducia nelle vaccinazioni e nelle autorità che le promuovono.

Abbiamo visto come la nascita e lo sviluppo del web abbiano innovato radicalmente le modalità e le forme della comunicazione per la politica ed anche per l’informazione sanitaria. Le piattaforme e gli strumenti che sono nati grazie alla rete hanno, da un lato, trasformato le forme e la dimensione della partecipazione politica, dall’altro la sensibilità del cittadino e la volatilità del consenso.

La rete ha esteso consistentemente lo spazio di partecipazione dei cittadini alle dinamiche del dibattito pubblico. Questa superfice tuttavia non rappresenta una dimensione di movimento e azione interamente libera.

 Quattrociocchi: “luci ed ombre dei nuovi mezzi di comunicazione”

Gli individui tendono per loro natura ad associarsi con chi è simile, ad interagire con persone affini per provenienza, carattere, gusti, abitudini e credenze. Questa tendenza è quella che gli esperti chiamano “omofilia delle reti sociali” e si manifesta anche negli scambi virtuali attraverso i canali e i meccanismi offerti dalla rete, dove le persone si trovano volontariamente in una sorta di nicchie virtuali costituite da persone simili a loro. Da questi profili si attinge e si è destinatari di informazione; tuttavia se l’interazione avviene esclusivamente fra profili simili la conseguenza sarà quella di mostrare una visione parziale della realtà, una lettura limitata di eventi e vicende e la formazione dell’opinione dell’utente ne risulterà complessivamente condizionata.

L’omofilia è un atteggiamento umano inconsapevole, difficile da redimere, diversamente i meccanismi alla base del funzionamento delle interazioni in rete non sono involontari. Le azioni, e i comportamenti dell’utente sul web sono costantemente mappati, gli algoritmi alla base del funzionamento delle reti orientano le informazioni fornendo una lettura univoca e confermando convinzioni maturare in precedenze. Un “mi piace” al post pubblicato sulla pagina Instagram innescherà un procedimento per cui l’algoritmo della piattaforma ci porterà ad intensificare involontariamente l’interazione e la fruizione del profilo e del contenuto a cui è ricondotto il post. Questo processo è quello che gli esperti definiscono “Filter bubbles”, bolle filtro.

La bolla filtro è il proprio universo personale che l’utente vive online. È unico per ognuno, quello che c’è all’interno dipende dalle interazioni stabilite. Il punto modale della questione è che l’utente non decide cosa debba esserci all’interno della propria “bolla”, e neppur vedere cosa viene modificato fuori.60 L’ambiente che questa dinamica realizza porta gli utenti ad isolarsi e circondarsi di contenuti, opinioni e credenze affini alle proprie consolidando quelle convinzioni maturate precedentemente. Viene in questo modo negata la possibilità di apertura conoscitiva e informativa.

Questo processo è alla base dello sviluppo del fenomeno della “polarizzazione di gruppo” all’interno della quale l’opinione tende a spostarsi verso un punto estremo, nella direzione in cui i membri del gruppo erano orientanti inizialmente. Il fenomeno della polarizzazione trova ampia diffusione sui social network i quali aiutano gli utenti a interagire con individui con la stessa struttura di credenze che diversamente rimarrebbero isolati, ad isolarsi a loro volta da idee differenti.

Avviene cosi la polarizzazione, quella che il Prof. Quattrociocchi ritiene un rischio per i comportamenti e le scelte individuali che ricadono sulla salute collettiva, ovvero il crearsi di piccole tribù virtuali, molto omogenee, in cui le opinioni maturate all’inizio potrebbero tendere a collocarsi su posizioni ancora più estreme, di contrapposizione di pensieri, una tendenza a diventare sempre più partigiani.

E come aggravante a tale fenomeno si aggiunge lo sfruttamento politico (e mediatico), che amplifica le conseguenze sull’opinione pubblica, dal momento che implementa ulteriormente la polarizzazione e la partigianeria di opinioni e credenze intorno al dibattito “emergenziale” in corso.

La numerosa e qualificata presenza dei Professionisti della salute

Unitamente ai tanti Igienisti, Assistenti Sanitari ed operatori dei servizi pubblici presenti, un ringraziamento doveroso va ai numerosi Tecnici della Prevenzione che, con impegno hanno collaborato ai lavori di ricerca tecnico-scientifica nei diversi ambiti di competenza, tra i quali la D.ssa Irene Forte (Università Cattolica di Roma) che nella giornata di apertura ha esposto un originale lavoro dal titolo “Tutela di lavoratori e studenti celiaci attraverso attività di verifica e controllo dei requisiti di sicurezza alimentare in filiera “gluten free” all’interno di mense ospedaliere e universitarie”, a cui è seguita la relazione della D.ssa Chiara Colombo (UOC SISP ASL Roma 1), che ha presentato una relazione dal titolo “Notifiche di Legionellosi nel territorio della ASL Roma 1: osservazione dei dati nel 2022” i cui dati hanno evidenziato che “l’avvento della pandemia da SARS-CoV-2 ha potenzialmente influenzato anche i casi di Legionellosi nel territorio della ASL Roma 1. Infatti, nell’anno 2022, l’ISS e le Strutture di ricovero e cura, hanno comunicato al Dipartimento di Prevenzione UOS Malattie Infettive, 39 casi di legionellosi riferiti al territorio della stessa Asl.” La D.ssa Colombo ha sottolineato che “un’alta percentuale, ovvero l’85% dei casi notificati provengono dalle strutture ricettive (n.33) mentre il 15% provengono dalle strutture di ricovero (n.6). Inoltre, si è osservato un incremento riguardante le notifiche pervenute nei vari trimestri del 2022. Inoltre, si nota come il 59% dei casi notificati riguardano le strutture ricettive presenti sul territorio del centro storico, questo perché durante il periodo pandemico, il ridotto utilizzo di acqua negli impianti idrici delle strutture ricettive, ha presumibilmente contribuito alla proliferazione del batterio all’interno degli impianti”.

Tali evidenze hanno prodotto un intervento migliorativo, tanto che per il prossimo anno la ASL Roma 1, ha inserito negli obiettivi del PP9 del Piano Aziendale della Prevenzione 2020-2025, la formazione ai Responsabili delle strutture ricettive attraverso dei corsi specifici mirati al contrasto del fenomeno.

Il Congresso è inserito nel 17° World Congress on Public Health

Congresso di Roma funge da forum internazionale per lo scambio di conoscenze ed esperienze su questioni chiave di salute pubblica, contribuendo a proteggere e promuovere la salute pubblica a livello nazionale e globale, attraverso la sinergia ed il contributo di oltre 3.000 delegati, tra professionisti delle salute e ricercatori provenienti da tutta Italia.

Diversi – e di stretta attualità – saranno anche gli argomenti affrontati nei giorni a seguire, come la relazione odierna della D.ssa Malgorzata Wachocka (UOC Igiene Ospedaliera, A. Gemelli IRCCS), che presenta un lavoro dal titolo “Un modello di sorveglianza della compliance all’Igiene delle mani nelle Terapie Intensive: 2 anni di monitoraggio per il miglioramento continuo della sicurezza delle cure”, e molto interessante sarà l’intervento del 5 maggio, curato dal Dr. Pierluigi Orlandi (UOC SISP ASL Roma 1), che presenterà una relazione dal titolo “Modello di sorveglianza attiva e passiva per l’infezione da SARS-CoV-2 nelle strutture sanitarie e socioassistenziali: l’esperienza di un team multidisciplinare del Dipartimento di Prevenzione della ASL Roma 1”, rafforzando il principio che l’identificazione delle possibili fonti di infezione, la presenza di casi correlati alla stessa fonte e l’esistenza di altri soggetti esposti allo stesso rischio, richiedono l’integrazione delle competenze professionali dei Tecnici della Prevenzione, degli Assistenti Sanitari e dei Medici.

 Uno speciale tavolo “al femminile” con tre ex Ministre della Salute

La giornata di apertura si è conclusa con una relazione del Prof. Paolo Villari (Università Sapienza), che ha illustrato l’evoluzione del SSN a cui è seguito uno speciale tavolo “al femminile” con tre ex Ministre della Salute Senatrice Mariapia Garavaglia, la Senatrice Beatrice Lorenzin e l’Onorevole Rosy Bindi, che hanno reso omaggio alla memoria di Tina Anselmi, politica e partigiana italiana, nonché prima donna ad aver ricoperto la carica di ministro della Repubblica Italiana, firmataria della legge 833/1978, istitutiva del SSN e dialogato – basandosi sulle esperienze maturate – sulle luci ed ombre della sanità pubblica, nell’ottica di proporre possibili sviluppi futuri.

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La Prof.ssa Siliquini, Presidente della SItI, ha concluso i lavori affermando che “è dovere di ciascuno di noi far sì che il SSN torni ad essere appetibile per tutti. Bisogna dare ai giovani la possibilità di crescere professionalmente, di avere tecnologie adeguate, di lavorare all’interno di un’organizzazione efficiente, in un posto di lavoro piacevole e sicuro, di sentirsi protetti e apprezzati”.

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* EDITeam è un OpenLab di scrittura promosso da UNPISI ed aperto ai colleghi interessati a valorizzare le proprie abilità di redazione e divulgazione tecnico-scientifica. Le richieste di partecipazione dovranno pervenire via email all’indirizzo newsletter@unpisi.it

Posted 03.05.2023

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