Le recenti pronunce della Corte di Cassazione in materia di sicurezza alimentare confermano l’attenzione dell’ordinamento verso la tutela preventiva della salute pubblica, la corretta conservazione degli alimenti e il ruolo centrale dei controlli ufficiali lungo la filiera alimentare.

Due decisioni della Terza Sezione Penale affrontano, sotto differenti profili, temi di particolare interesse per:

  • operatori del settore alimentare;
  • organi di vigilanza;
  • autorità competenti;
  • professionisti della prevenzione;
  • servizi deputati ai controlli ufficiali.

Le pronunce riguardano:

  • la procedura estintiva delle contravvenzioni alimentari introdotta dal D.Lgs. n. 150/2022;
  • la nozione di “cattivo stato di conservazione”;
  • la rilevanza penale della detenzione di alimenti destinati alla vendita;
  • il rapporto tra violazioni contravvenzionali e delitti contro la genuinità degli alimenti.

La sentenza n. 16082/2025 e la procedura estintiva delle contravvenzioni alimentari

Con la sentenza n. 16082 del 28 aprile 2025, la Corte di Cassazione affronta il tema delle sostanze alimentari in cattivo stato di conservazione e dell’applicazione della procedura estintiva prevista dall’art. 70 del D.Lgs. n. 150/2022.

La vicenda riguardava prodotti ittici congelati rinvenuti:

  • privi di adeguata identificazione;
  • con confezioni aperte o non correttamente conservate;
  • senza indicazioni utili alla tracciabilità;
  • detenuti in condizioni ritenute non conformi sotto il profilo igienico-sanitario.

La pronuncia assume particolare rilievo poiché rappresenta uno dei primi interventi della Suprema Corte sull’applicazione della procedura estintiva delle contravvenzioni alimentari introdotta dalla cosiddetta “Riforma Cartabia”.

La Corte ha affrontato il tema dell’omessa attivazione della procedura estintiva da parte dell’organo accertatore, chiarendo che tale circostanza non determina automaticamente l’improcedibilità dell’azione penale né l’estinzione del reato.

La decisione evidenzia come la procedura prevista dal D.Lgs. n. 150/2022 rappresenti uno strumento finalizzato:

  • alla regolarizzazione delle violazioni;
  • al ripristino delle condizioni di conformità;
  • alla prevenzione del rischio alimentare;
  • alla deflazione del contenzioso penale.

La sentenza richiama indirettamente anche il ruolo centrale dell’attività ispettiva e del controllo ufficiale nella gestione delle non conformità alimentari, valorizzando:

  • l’attività di accertamento;
  • la verbalizzazione tecnica;
  • le prescrizioni impartite;
  • la verifica delle condizioni di conservazione degli alimenti.

La Corte conferma inoltre l’orientamento secondo cui il “cattivo stato di conservazione” non richiede necessariamente la prova di un danno sanitario già verificatosi, ma può essere desunto anche:

  • dalle modalità di conservazione;
  • dall’assenza di adeguata tracciabilità;
  • dalla carenza di informazioni essenziali;
  • dalla violazione delle corrette regole igienico-sanitarie.

La sentenza n. 39450/2025: alimenti non genuini e “messa in commercio”

Con la sentenza n. 39450 del 9 dicembre 2025, la Terza Sezione Penale affronta invece il tema della configurabilità del reato di vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine previsto dall’art. 516 c.p.

La pronuncia riguarda alimenti in cattivo stato di conservazione, con particolare riferimento a carni destinate alla commercializzazione, e affronta il tema della rilevanza penale anche nelle fasi antecedenti alla concreta vendita al consumatore finale.

La Corte ribadisce un orientamento consolidato secondo cui la tutela penale della sicurezza alimentare non riguarda esclusivamente il momento finale della cessione del prodotto, ma si estende all’intera fase di:

  • detenzione;
  • preparazione;
  • conservazione;
  • destinazione alla vendita;
  • commercializzazione.

Secondo la Suprema Corte, la detenzione di alimenti destinati alla vendita in condizioni non conformi può assumere rilevanza penale anche prima della materiale consegna al consumatore, qualora emerga la concreta destinazione commerciale del prodotto.

La sentenza affronta inoltre il rapporto tra:

  • le contravvenzioni previste dagli artt. 5 e 6 della Legge n. 283/1962;
  • il delitto previsto dall’art. 516 c.p.

La Corte richiama il principio secondo cui, nei casi in cui la condotta integri un reato più grave caratterizzato da dolo, può trovare applicazione la clausola di riserva prevista dalla normativa alimentare.

La decisione conferma quindi la particolare attenzione dell’ordinamento verso:

  • la genuinità degli alimenti;
  • la tutela del consumatore;
  • la sicurezza della filiera alimentare;
  • la correttezza delle modalità di conservazione e commercializzazione.

Il ruolo dei controlli ufficiali e della prevenzione

Le recenti pronunce confermano il ruolo centrale dei controlli ufficiali nell’ambito del sistema europeo e nazionale di sicurezza alimentare.

L’attività ispettiva e di vigilanza assume infatti funzione essenziale:

  • nella prevenzione del rischio sanitario;
  • nella tutela del consumatore;
  • nella verifica della conformità degli alimenti;
  • nel monitoraggio delle corrette condizioni di conservazione;
  • nella tracciabilità dei prodotti;
  • nell’applicazione delle procedure previste dalla normativa alimentare.

Particolare rilievo assumono:

  • la qualità dell’accertamento tecnico;
  • la corretta documentazione delle non conformità;
  • la ricostruzione della filiera;
  • la verifica delle procedure di autocontrollo;
  • il coordinamento tra autorità competenti e organi di vigilanza.

Considerazioni finali

Le recenti pronunce della Suprema Corte confermano il progressivo rafforzamento dell’approccio preventivo nella disciplina della sicurezza alimentare e ribadiscono l’importanza delle corrette modalità di conservazione, gestione e commercializzazione degli alimenti.

Per i professionisti della prevenzione e per gli operatori dei controlli ufficiali, tali decisioni rappresentano un importante riferimento interpretativo in materia di:

  • vigilanza;
  • accertamento delle non conformità;
  • gestione delle procedure estintive;
  • tutela della salute pubblica;
  • sicurezza degli alimenti e protezione del consumatore.

ATS UNPISI continuerà a promuovere aggiornamento professionale e approfondimento tecnico-scientifico sui principali sviluppi normativi e giurisprudenziali in materia di sicurezza alimentare e controlli ufficiali.

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