Accolto il quesito formulato da ATS UNPISI. Superato il conflitto applicativo tra tutela della salute pubblica e misure straordinarie adottate durante l’emergenza idrica.
La Regione Puglia ha fornito riscontro ufficiale al quesito interpretativo trasmesso da ATS UNPISI in merito ai requisiti di approvvigionamento idrico degli impianti natatori durante il periodo di emergenza idrica regionale.
Il chiarimento rappresenta un passaggio di particolare rilievo per tutti i professionisti impegnati nelle attività di vigilanza e controllo, poiché contribuisce a definire un orientamento uniforme sull’applicazione della disciplina vigente e a superare le incertezze operative emerse nei mesi scorsi.
Il quesito posto da ATS UNPISI
La richiesta di chiarimento nasceva dall’esigenza di risolvere un concreto conflitto applicativo determinatosi nel corso dell’emergenza idrica regionale.
Da un lato, infatti, la normativa sanitaria impone che l’acqua utilizzata per il riempimento e il reintegro delle piscine possieda i requisiti di potabilità previsti dalla legislazione vigente; dall’altro, le misure straordinarie adottate dalla Regione Puglia per fronteggiare il deficit idrico avevano introdotto limitazioni all’utilizzo dell’acqua destinata al consumo umano proveniente dalla rete pubblica.
Tale situazione aveva determinato evidenti difficoltà interpretative sia per i gestori degli impianti natatori sia per i Dipartimenti di Prevenzione chiamati a svolgere le attività di controllo ufficiale.
Proprio per favorire un’applicazione uniforme della normativa e garantire la necessaria tutela della salute pubblica, ATS UNPISI aveva sottoposto la questione all’attenzione dell’Amministrazione regionale.
Il riscontro della Regione Puglia
Nel proprio riscontro ufficiale, la Regione riconosce espressamente la problematica evidenziata da ATS UNPISI, precisando di aver attivato, a seguito della comunicazione ricevuta, una specifica interlocuzione interna con le strutture regionali competenti per acquisire un indirizzo interpretativo condiviso.
L’approfondimento svolto ha consentito di ricostruire il mutato quadro normativo intervenuto successivamente alla presentazione del quesito.
In particolare, la Regione evidenzia che:
- con Deliberazione della Giunta Regionale n. 908 del 30 giugno 2026 è stata presa formalmente d’atto della conclusione dello stato di emergenza regionale per rischio da deficit idrico;
- con Decreto del Presidente della Giunta Regionale n. 428/2026 del 23 luglio 2026 è stata revocata l’Ordinanza del Presidente della Giunta Regionale n. 586/2025, ad eccezione delle disposizioni concernenti la tutela qualitativa delle opere di captazione delle acque destinate al consumo umano.
Superato il conflitto applicativo
Alla luce della cessazione dello stato di emergenza e della revoca delle misure restrittive, la Regione afferma che il conflitto applicativo segnalato da ATS UNPISI deve oggi ritenersi superato.
Di conseguenza, viene chiarito che i gestori degli impianti natatori possono nuovamente utilizzare l’acqua destinata al consumo umano erogata dalla rete pubblica, e quindi dall’Acquedotto Pugliese, per il riempimento e il reintegro delle piscine.
Restano fermi i requisiti igienico-sanitari
La cessazione delle misure emergenziali non modifica tuttavia gli obblighi previsti dalla normativa sanitaria.
L’acqua utilizzata per l’approvvigionamento degli impianti natatori dovrà continuare a possedere i requisiti di potabilità stabiliti:
- dal D.Lgs. n. 18/2023;
- dall’Accordo Stato-Regioni del 16 gennaio 2003, recepito dalla Regione Puglia con D.G.R. n. 909/2004;
- dalla Legge Regionale n. 35/2008.
Per gli impianti che ricorrono a fonti autonome di approvvigionamento, permane inoltre l’obbligo del preventivo giudizio di idoneità sanitaria espresso dalla competente ASL, secondo quanto previsto dal Regolamento Regionale n. 1/2014.
Confermato il ruolo dei Dipartimenti di Prevenzione
La nota regionale ribadisce altresì la competenza dei Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende Sanitarie Locali nell’esercizio dei controlli esterni sulla qualità dell’acqua di approvvigionamento, dell’acqua di immissione e dell’acqua di vasca, nel rispetto della disciplina regionale vigente.
Si tratta di una precisazione importante, che conferma il ruolo centrale dei servizi di prevenzione nella verifica delle condizioni igienico-sanitarie degli impianti natatori e nella tutela della salute pubblica.
Un importante risultato per l’uniformità applicativa
Il riscontro fornito dalla Regione Puglia rappresenta un significativo elemento di chiarezza interpretativa, contribuendo a eliminare le incertezze operative generate dal precedente quadro emergenziale.
L’iniziativa promossa da ATS UNPISI conferma l’importanza del dialogo istituzionale tra professionisti e amministrazioni pubbliche, quale strumento utile per individuare soluzioni condivise e garantire un’applicazione uniforme della normativa sul territorio regionale.
In un settore particolarmente delicato come quello degli impianti natatori, nel quale la tutela della salute pubblica richiede il costante equilibrio tra esigenze igienico-sanitarie, sicurezza degli utenti e corretta applicazione delle disposizioni normative, chiarimenti ufficiali di questo tipo costituiscono un importante riferimento operativo sia per gli organi di controllo sia per i gestori delle strutture.
ATS UNPISI continuerà a seguire con attenzione l’evoluzione della normativa e degli indirizzi applicativi in materia di prevenzione, promuovendo il confronto istituzionale e la diffusione di informazioni tecnicamente fondate a supporto dell’attività dei Tecnici della Prevenzione nell’Ambiente e nei Luoghi di Lavoro.

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