Il Vice Presidente ATS UNPISI Antonio Fedele parteciperà il 6 ottobre 2026, a Roma, alla tavola rotonda promossa dal Centro Studi Americani in collaborazione con Illumina. Al centro del confronto il Regolamento di esecuzione (UE) 2025/179 e il ruolo del sequenziamento dell’intero genoma nelle indagini sui focolai di origine alimentare.
La sicurezza delle filiere agroalimentari entra sempre più nell’era della sorveglianza genomica. La capacità di caratterizzare con elevata risoluzione i microrganismi attraverso il Whole Genome Sequencing (WGS) sta infatti assumendo un ruolo crescente nelle indagini sui focolai di tossinfezione alimentare, consentendo di individuare cluster microbiologici e di mettere in relazione isolati provenienti dall’uomo, dagli alimenti, dagli animali, dai mangimi e dagli ambienti correlati.
Su questi temi, il prossimo 6 ottobre 2026, alle ore 10:30, presso la sede del Centro Studi Americani, in Via Michelangelo Caetani 32 a Roma, si terrà la tavola rotonda “Il ruolo del Whole Genome Sequencing nella sicurezza delle filiere agroalimentari tra compliance regolatoria e innovazione”, promossa dal Centro Studi Americani in collaborazione con Illumina.
All’iniziativa prenderà parte, in rappresentanza di ATS UNPISI, il Vice Presidente Antonio Fedele, Tecnico della Prevenzione nell’Ambiente e nei Luoghi di Lavoro, contribuendo al confronto tra istituzioni, rappresentanti della comunità scientifica, stakeholder e imprese sulle prospettive aperte dall’impiego delle tecnologie genomiche nel sistema della sicurezza alimentare.
Una partecipazione che valorizza la professione
La presenza del Vice Presidente ATS UNPISI assume particolare significato proprio per la natura del tema affrontato.
L’evoluzione delle tecnologie analitiche non riguarda, infatti, esclusivamente il laboratorio. La capacità di ottenere informazioni genomiche sempre più precise deve necessariamente integrarsi con ciò che avviene sul territorio e lungo le filiere: attività di controllo ufficiale, campionamento, rintracciabilità, ricostruzione dei flussi commerciali, valutazione dei processi produttivi e delle procedure di autocontrollo, individuazione dei possibili punti di contaminazione e adozione delle conseguenti misure di prevenzione e gestione del rischio.
In questo scenario il Tecnico della Prevenzione rappresenta una delle professionalità chiamate, nell’ambito delle rispettive attribuzioni e dell’organizzazione delle Autorità Competenti, a contribuire alla trasformazione dell’informazione scientifica e analitica in evidenze utili all’indagine e in concrete azioni di sanità pubblica.
La partecipazione di UNPISI al confronto costituisce quindi anche un’occasione per portare all’interno del dibattito la prospettiva dei professionisti che operano quotidianamente nei sistemi di prevenzione e controllo, favorendo il dialogo tra innovazione scientifica, applicazione della normativa e operatività sul campo.
Dal 23 agosto è applicabile il nuovo Regolamento europeo
Il confronto assume particolare attualità alla luce del Regolamento di esecuzione (UE) 2025/179 della Commissione del 31 gennaio 2025, relativo alla raccolta e alla trasmissione di dati analitici molecolari nell’ambito delle indagini epidemiologiche sui focolai di tossinfezione alimentare.
Il Regolamento è applicabile dal 23 agosto 2026 ed è direttamente applicabile negli Stati membri.
La disciplina interessa Salmonella enterica, Listeria monocytogenes, Escherichia coli, Campylobacter jejuni e Campylobacter coli quando tali agenti patogeni risultino associati, o si sospetti siano associati, a un focolaio sulla base delle informazioni analitiche o epidemiologiche disponibili.
In tali circostanze l’Autorità competente responsabile dell’indagine deve raccogliere, senza indebito ritardo, gli isolati ottenuti dai campioni interessati di alimenti, animali, mangimi o dall’ambiente correlato. È previsto il WGS di almeno un isolato per ciascun sierotipo, biotipo o tipo molecolare, da effettuarsi presso un laboratorio ufficiale ai sensi dell’art. 37 del Regolamento (UE) 2017/625, accreditato per il metodo conformemente alla norma ISO 17025.
Anche gli operatori del settore alimentare e dei mangimi entrano nel sistema: ove dispongano degli isolati interessati e dei corrispondenti risultati WGS ottenuti nell’ambito delle proprie indagini, devono metterli a disposizione dell’Autorità competente, su richiesta, nelle condizioni previste dal Regolamento.
Il genoma come “impronta” del microrganismo
Il Whole Genome Sequencing permette di analizzare l’intero patrimonio genetico di un microrganismo, ottenendo una caratterizzazione estremamente dettagliata dell’isolato.
Nelle indagini epidemiologiche questa capacità può consentire di riconoscere con maggiore precisione cluster di microrganismi geneticamente correlati e di stabilire collegamenti tra isolati provenienti da fonti differenti. È proprio questa funzione che il legislatore europeo pone alla base del nuovo sistema.
Occorre tuttavia evitare di attribuire alla genomica un valore probatorio isolato che non possiede: la similarità genetica deve essere interpretata insieme alle altre evidenze disponibili.
È dall’integrazione tra WGS, epidemiologia, rintracciabilità e indagine lungo la filiera che può derivare una ricostruzione robusta del focolaio e delle sue possibili fonti. Lo stesso Regolamento europeo sottolinea come il confronto dei risultati genomici, utilizzato insieme ai dati delle indagini epidemiologiche, contribuisca all’individuazione della fonte del focolaio e delle partite interessate.
Non solo sequenze: servono dati di qualità
Il nuovo sistema europeo non si limita alla produzione della sequenza genomica.
I risultati WGS trasmessi all’Autorità europea per la sicurezza alimentare devono essere accompagnati da informazioni correlate che comprendono, tra l’altro, l’identificativo della sequenza e del campione, la specie patogena, la descrizione della matrice o dell’ambiente di provenienza, la data e lo Stato membro del campionamento, l’eventuale riferimento alla notifica RASFF e l’identificativo del focolaio oggetto dell’indagine.
È un elemento di particolare interesse anche per chi opera nei controlli ufficiali: la qualità del dato genomico dipende anche dalla qualità delle informazioni che lo accompagnano.
Campionamento, identificazione della matrice, rintracciabilità, informazioni sull’operatore e sul processo produttivo, ricostruzione dei lotti e corretta documentazione dell’attività diventano così parti di una medesima catena informativa.
Una concreta prospettiva One Health
Il Regolamento si colloca inoltre in una prospettiva dichiaratamente intersettoriale. EFSA ha sviluppato con ECDC un sistema comune basato sull’approccio One Health, attraverso il quale i risultati WGS relativi agli isolati provenienti dal settore alimentare possono essere confrontati con quelli relativi agli isolati umani comunicati all’ECDC.
La possibilità di collegare informazioni provenienti dalla salute umana, dalla sicurezza degli alimenti, dagli animali, dai mangimi e dall’ambiente rappresenta una delle applicazioni più concrete dell’approccio One Health.
Non significa semplicemente disporre di una tecnologia più avanzata, ma costruire sistemi capaci di condividere e interpretare informazioni provenienti da ambiti differenti.
Innovazione, compliance e prevenzione
È proprio in questa fase di passaggio dalla norma alla sua concreta applicazione che si inserisce la tavola rotonda del 6 ottobre 2026.
Il tema non riguarda soltanto la disponibilità delle tecnologie di sequenziamento. Riguarda la capacità complessiva del sistema di mettere in relazione laboratori, Autorità Competenti, servizi territoriali, epidemiologia, operatori economici e infrastrutture informative, garantendo tempestività, qualità dei dati e capacità di trasformare le informazioni ottenute in decisioni appropriate.
Per ATS UNPISI e per i Tecnici della Prevenzione nell’Ambiente e nei Luoghi di Lavoro, si tratta di una trasformazione da seguire con particolare attenzione.
Più aumenta la capacità di generare dati analitici sofisticati, più diventa determinante disporre di professionisti capaci di leggere i processi, raccogliere evidenze, ricostruire le filiere, effettuare controlli e campionamenti, documentare correttamente gli accertamenti e operare in maniera integrata con le altre professionalità coinvolte.
La partecipazione del Vice Presidente ATS UNPISI Antonio Fedele alla tavola rotonda rappresenta, in questa prospettiva, un’importante occasione di confronto e di presenza della professione in un dibattito nel quale innovazione tecnologica, evoluzione normativa e prevenzione sul territorio sono destinate a essere sempre più strettamente interconnesse.

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